Vasto. Amore a prima visita.

Affacciàti sullo splendido golfo, dinanzi ad un panorama sul mare che sembra riportare indietro nel tempo, è facile lasciarsi incantare dalla storia di Vasto. Una storia avvincente, complessa, che sconfina nella leggenda secondo la quale la città venne fondata dal greco Diomede, uno dei mitici eroi dell’Iliade di Omero, di ritorno dalla guerra di Troia. Ma la storia di Vasto in realtà ha inizio con l’arrivo dei Frentani, una popolazione italica di stirpe sannitica, come dimostrano le iscrizioni osche ed i rinvenimenti di anfore nel golfo di Vasto che testimoniano l’esistenza di traffici marittimi, nonché la grande importanza politica e religiosa che aveva la città nel territorio frentano.
Alleata di Roma, elevata a Municipio romano di Histonium, ne condivise gli eventi, divenendo una delle città più fiorenti della costa adriatica. Ne conserva ancora evidenti le tracce il tessuto urbano romano a trama viaria ortogonale della parte settentrionale del centro storico, tracce in parte inglobate dalla cinta muraria medioevale. Come ancora sono visibili le antiche Terme del II-III secolo d.C., lungo Via Adriatica, nell’area che costituiva la parte fortificata della città tardo-antica, dove sono stati rinvenuti preziosi pavimenti a mosaico. Tracce dell’anfiteatro romano sono celate invece sotto piazza Rossetti e ancora in parte visibili dai sotterranei del Castello Caldoresco.
In seguito, con la caduta dell’impero e l’invasione dei barbari, la città divenne residenza del Gastaldo, amministratore della giustizia, per cui prese nome “Guasto”, da cui derivò poi Vasto. Guasto fu feudo prima dei Caldora, quindi dei Guevara ed infine dei d’Avalos che vi trasferirono il fasto della corte iberica. Palazzo d’Avalos rimane uno dei più significativi esempi di architettura rinascimentale abruzzese.

Accanto, sono visitabili gli stupendi giardini del palazzo, affacciati sul mare, e, all’interno, il Museo Archeologico, che può vantare una ricca collezione di reperti di grande valore.
Sulla passeggiata orientale che fiancheggia il borgo antico, si apre la Loggia Amblingh, una splendida balconata sospesa a picco tra i mattoni pregni di storia della città e le sottostanti campagne d’ulivi e aranceti digradanti verso il mare. Da qui, con un solo colpo d’occhio si può ammirare il bellissimo “golfo d’oro”, le colline del vicino Molise, le propaggini della Montagna Garganica e le incantevoli Isole Tremiti.
La passeggiata può continuare lungo via Adriatica, dove si trova, accanto alle terme romane, la facciata e il bel portale della chiesa di San Pietro, a memoria della grande frana del 1956 che dimezzò letteralmente il centro storico. Tra gli altri edifici religiosi spicca l’originale facciata trecentesca della Cattedrale di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Maria Maggiore dove si trova la Cappella della Sacra Spina, la chiesa della Madonna del Carmine e infine la Chiesa di San Michele Arcangelo, patrono della città.

Oggi, Vasto è una città moderna, una delle più importanti realtà abruzzesi, sicuramente laeder del turismo balneare, che ha fatto crescere notevolmente la ricettività turistica. Il litorale vastese è il più esteso e vario della regione, con a sud una lunghissima spiaggia fine e dorata, mentre a nord del monumento alla “Bagnante” la costa è frastagliata, con scogliere, baie e calette rese ancora più suggestive dai trabocchi che si protendono nel mare, antiche macchine da pesca sospese, simbolo della cultura e della storia di questo territorio. Oltre le scogliere, la spiaggia di Punta Penna e la Riserva di Punta Aderci, col suo promontorio a picco sul mare, una meraviglia di natura selvaggia e incontaminata, regno delle dune e del fratino, una splendida oasi riservata agli amanti della flora, del parapendio, delle spiagge e dei fondali mediterranei.

Originale interpretazione della cultura di mare è la cucina di questa terra, dove la natura, qui particolarmente prodiga, e l’inventiva umana, che ha affinato l’uso di materiali e tecniche di cottura del tutto peculiari, hanno distribuito per stagioni le loro specialità. Il brodetto alla vastese, “lu vrudatte” come viene chiamato in dialetto, è uno dei piatti più semplici e più gustosi della cucina marinara abruzzese, orgoglio della gastronomia tipica vastese, perché impiega, nella caratteristica manipolazione, prodotti selezionati provenienti dal vicino mare e dagli orti della zona.

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