52° PREMIO VASTO D’ARTE CONTEMPORANEA SUPERPOP 20/21

52° PREMIO VASTO D’ARTE CONTEMPORANEA

SUPERPOP 20/21 a cura di Lorenzo Canova

Inaugurazione venerdì 19 luglio ore 19.00 Palazzo d’Avalos, Vasto (CH)

La mostra del 52° Premio Vasto, SUPERPOP 20/21,
vuole presentare al pubblico la vitalità delle ricerche degli artisti italiani
legati al contesto della Pop Art prendendo le mosse dal capolavoro Archeologia
di Emilio Tadini del 1969, conservato nella Collezione Premio Vasto.

In questo quadro un manichino ispirato alla
Metafisica di Giorgio de Chirico si trasforma nella figura di Superman, in
linea con la visione ibrida tipica della Pop italiana in cui i prelievi dalla
cultura di massa si mescolano alle citazioni dall’arte dei secoli passati e
dalla grande stagione dell’arte italiana del primo Novecento.

SUPERPOP 20/21 vuole ispirarsi così al Superman
metafisico dipinto da Tadini, ma alludere anche al superamento dei confini
della Pop internazionale da parte di una generazione di artisti italiani,
capaci non solo di usare con raffinatezza le suggestioni provenienti dai mass
media (dal fumetto alla pubblicità, fino al cinema e alla televisione), ma
anche di creare una nuova, ricercata e colta fusione di riferimenti alla grande
storia dell’arte riletta e interpretata senza nostalgie come un grande stimolo
alla creazione di una nuova idea dell’arte italiana.

Il titolo della mostra allude pertanto anche alla
volontà di superare i tradizionali limiti cronologici di quelle esperienze,
solitamente circoscritte agli anni Sessanta, e di mostrare in moltissimi casi
la felicità e la forza innovativa delle ricerche degli artisti italiani legati
alla Pop Art proseguite anche nei decenni successivi, nello sviluppo dei loro
linguaggi, fino a giungere in diversi casi al passaggio epocale tra Ventesimo e
Ventunesimo secolo.

La mostra, in questo modo, vuole anche essere un
omaggio allo straordinario impegno di Roberto Bontempo nella storia del Premio
Vasto: un’attività appassionata, incessante e capillare durata fino alla sua
scomparsa nel 2018, poche settimane prima della chiusura della 51a edizione.

Come omaggio all’Avvocato Bontempo, il percorso
storico-critico della mostra sarà dunque costituito per la maggior parte da una
selezione di importanti artisti che hanno partecipato al Premio nel corso delle
cinquantuno edizioni precedenti.

L’esposizione vuole essere inoltre un tributo al
contesto temporale di origine del Premio, prendendo le mosse dal grande clima
di rinnovamento che ha coinvolto l’arte italiana e internazionale tra la fine
degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, un contesto che ha visto le arti
visive rigenerare i propri codici costruttivi attraverso una nuova visione
della pittura e della scultura d’immagine.

In questi anni moltissime delle novità più
significative sono venute dalle tendenze ricollegabili alla Pop Art, una linea
forte e complessa, differenziata ma riconoscibile, che si è sviluppata non a
caso nel clima fervido del boom economico, negli anni felici dell’industria e
del design italiano, nello sviluppo delle metropoli con il loro nuovo mondo di
immagini e con l’intensificazione della presenza di mass media come radio,
cinema e televisione.

La Pop italiana si è sviluppata così su questa
linea, dando un suo contributo speciale a questo complesso e felice contesto
internazionale, riscoprendo un basilare codice genetico nelle avanguardie
italiane, in particolare nel Futurismo e nella Metafisica, due fondamentali
punti di riferimento per l’utilizzo consapevole del rapporto coi mass media,
per le indagini sui nuovi materiali extrapittorici, per il riferimento alla
grande storia dell’arte come fonte di ispirazione e di citazione, ma anche per
la visione straniante degli oggetti colorati, dei manichini e degli assemblaggi
di oggetti quotidiani operata da de Chirico.

Nella mostra saranno dunque presenti alcuni degli
artisti più significativi di questa generazione, in un attraversamento che si
colloca in un momento di grande interesse internazionale per l’arte italiana
del secondo Novecento.

Il percorso partirà così da un caposcuola come Mimmo
Rotella
, precursore della Scuola di Piazza del Popolo e dell’area della Pop
romana, presente in mostra con Franco Angeli, Umberto Bignardi, Marisa
Busanel
,  Mario Ceroli, Claudio
Cintoli
, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo,
 Renato Mambor,  Bruno Mancinotti, Titina Maselli,  Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mario
Schifano
, Cesare Tacchi, Gino Marotta.

In questa linea si collocano anche protagonisti
dell’arte a Milano, come Valerio Adami, Enrico Baj, Paolo
Baratella
, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, o a Torino,
Bologna e Firenze, come Piero Gilardi, Ugo Nespolo,  Concetto Pozzati,  Gianni Bertini, Umberto Buscioni,  Gianni Ruffi, mostrando la freschezza e la
diffusione di queste ricerche estese fino alla poesia visiva di Nanni
Balestrini
.

ORARIO:

Luglio e Agosto [10.00/13.00 – 18.00/24.00]

Settembre [10.00/13.00 – 17.00/21.00 – Lunedì
chiuso]

Ottobre [martedì, mercoledì, giovedì 10.00/12.00;
venerdì 16.00/19.00; sabato, domenica 10.00/13.00, 16.00/19.00]

Palazzo d’Avalos, Piazza Lucio Valerio Pudente,
Vasto (CH)

Ingresso gratuito

Catalogo: a cura di Lorenzo Canova Edizioni
Martintype – Colonnella (Teramo)

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